Pranzo 12.00 15.00
Cena ..19.00 01.00
Cucina: 00.30
Settimanale: lunedì
39
Carta SI
American Express
Diners
Visa
MasterCard
Bancomat
Buoni Pasto
€ 28/36 (vini esclusi)

 
                                          piatto break 8 euro        take away           menù vegetariano                              TRATTORIA
                                          cene/feste private         dehors estivo        accesso cani                                  Specialità PESCE
largo IV Marzo 11  Tel 011.43.60.877



Stare al tavolo della Trattoria Spirito Santo  e sentirsi al centro
di un piccolo mondo non è sbagliato. Basterebbe chiudere gli occhi
e ruotare a 360 gradi per fare un velocissimo viaggio nella storia:
le Torri Palatine, là il Duomo con la Sindone e la Cappella
del Guarini. Ecco la piazzetta delle Erbe di fronte al Municipio
.
E via con un carosello che riguarda ogni secolo della storia cittadina. Si chiama Spirito Santo perchè sul retro c'è il passaggio per la Sacrestia del Santuario che ha lo stesso nome.

 

 

 
 
 

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La Trattoria Spirito Santo è un localino che d'estate si concede un sospiro in più aprendo sulla piccola piazza IV Marzo un elegante dehors. Dodici tavoli dentro, dieci fuori, già si capisce che la cucina non è su scala industriale e che il cliente è un po' parente, un po' amico. Non smettono di frequentarlo gli avvocati e tutti gli altri del mondo giuridico.

 

           

 
 



Anche se quasi tutto il tribunale se n'è andato, non tutto è andato via. Le tradizioni, gli affetti, non se ne vanno con il camion dei traslochi. E poi dove si trova in città altro pesce che sicuramente arriva, volando, dalla Sicilia? Non solo pesce: Sicilia di terra e di mare per avvocati, giudici, assessori e consiglieri comunali. Il vai e vieni di tutti i giorni è intervallato dai turisti e dai pellegrini.

 

 
 

Alla Trattoria Spirito Santo si può brindare osservando l’eliotipia del mitico calice del Graal. L’eliotipia è una fotografia effettuata attorno al 1830 su una lastra impressionabile dalla luce solare o da corpi autoluminescenti, come il Graal. Secondo gli esperti questa eliotipia fu commissionata dalla principessa Matilde Bonaparte, che però incaricò due pittori impressionisti suoi amici di proiettare la lastra su una tavola di legno riducendola con apposita lente e di ricoprirla di pittura. Questo quadro subì diverse vicissitudini, scomparve per anni fino a riapparire per un caso bizzarro del destino proprio a Torino, dove fu ritrovato nel corso di un restauro; sottoposto a fotografia infrarossa rivelò la sua vera natura sotto le pennellate di una carrozzella. Il calice raffigura due immagini del volto di Cristo: a destra Gesù col taberrano, a sinistra Gesù crocifisso.

Per saperne di più fate un salto alla Trattoria Spirito Santo.